Soia

La soia è la più importante fonte vegetale di olio e di proteina per impiego alimentare a livello mondiale. Prima della Seconda guerra mondiale Cina, Manciuria, Corea e Giappone erano i Paesi maggiormente interessati dalla sua coltivazione. Negli Stati Uniti, durante il suddetto conflitto, si verificò un significativo incremento della superficie coltivata a seguito di un programma governativo mirato ad ottenere una maggiore produzione di oli vegetali il cui interscambio si era reso particolarmente difficile. Gli USA oggi sono i più importanti produttori di soia, seguiti da Brasile e Argentina. L’interesse per questa coltura è dovuto soprattutto al contenuto in olio del seme (18-21%) e a quello in proteina grezza (38-41%). L’olio di soia è utilizzato sia come olio non commestibile sia come olio alimentare; mentre la farina di estrazione di soia viene utilizzata per l’alimentazione umana in forte competizione con altri alimenti altamente proteici ed è apprezzata come concentrato zootecnico grazie al suo contenuto in proteine. La soia è una specie di antica coltivazione. È ricordata nella letteratura cinese prima del 2838 a.C., ma si ritiene che fosse coltivata estensivamente in Cina già 5000 anni a.C. Molto più tardi fu conosciuta negli USA, all’inizio del 1800, e quindi in Europa: il seme di soia venne importato in Inghilterra agli inizi del 1900 come alimenti privo di amido, per i diabetici.

La soia appartiene alla famiglia delle leguminose e tutte le varietà coltivate alla specie: Glycine max. È una pianta cespugliosa, eretta, piuttosto fogliosa. I fusti di quasi tutte le varietà sono coperti da una fitta peluria argentea o bruna. La maggior parte delle cultivar supera il metro e mezzo di altezza, ramificando principalmente dai nodi bassi. Il tipo di accrescimento può essere indeterminato, semi determinato o determinato. In generale, le forme determinate presenti in molte varietà giapponesi, coreane e degli Stati Uniti meridionali si adattano bene ad ambienti caratterizzati da lunga stagione vegetativa, alte temperature, elevata fertilità del terreno; mentre quelle indeterminate sono più adatta a condizioni ambientali opposte. Nei tipi indeterminati, la fioritura avviene dal basso verso l’alto; mentre nei tipi determinati i primi fiori a schiudersi sono i fiori situati nella parte apicale. Le piante determinate presentano in genero 5-8 nodi nelle cultivar precoci e 12-14 in quelle più tardive e sono caratterizzate da minori rischi di allettamento. Le foglie sono di tipo diverso, oltre a quelle cotiledonari vi sono due foglie primarie semplici di forma ovale e le foglie trifogliate, quasi sempre fittamente coperte di peli. All’avvicinarsi della maturazione la colorazione fogliare inizia a virare verso il giallo e in genere le foglie cadono prima della maturazione dei baccelli. I fiori sono quelli tipici delle leguminose, di colore bianco o purpureo. I baccelli sono piccoli, diritti o leggermente curvi, coperti da peluria e tendono ad aprirsi una volta giunti a maturazione. Hanno una colorazione che varia dal giallo, a numerose tonalità di grigio, bruno fino a quasi nero; le varietà commerciali contengono 2-3 semi. La forma del seme cambia con la varietà, può essere sferica, appiattita e allungata, e nella maggior parte dei casi è rotonda o ellittica. Il colore può essere giallo paglierino, giallo-grigio, verde, bruno, nero o una combinazione di questi colori.

L’apparato radicale è composto da una radice principale fittonante dalla quale si dipartono le radici secondarie. Il ciclo della coltura si sviluppa attraverso diverse fasi fenologiche: stadi di sviluppo vegetativo e riproduttivo.

Stadi di sviluppo vegetativo: vanno dall’emergenza, includono lo sviluppo delle foglie uni e trifogliate, fino allo sviluppo di n nodi del fusto.

Gli stadi di sviluppo riproduttivo: comprendono la fioritura, lo sviluppo dei baccelli e la maturazione.

Le esigenze climatiche sono circa le stesse del mais. La temperatura minima di accrescimento è di circa 4-6 °C: una temperatura sui 24-25°C sembra essere l’optimum per tutte le varietà. Temperature più basse fanno ritardare la fioritura. Allo stadio di plantula e in fase di maturazione la soia è meno sensibile del mais agli sbalzi di temperatura. Si adatta ad una notevole gamma di terreni, dagli argillosi a quelli fortemente organici. Come coltura leguminosa, se la sua coltivazione viene gestita correttamente può rappresentare una risorsa economica e agronomica importante. Infatti, è ritenuta una coltura miglioratrice della fertilità del suolo. Aumenta la fertilità del terreno lasciandolo in condizioni di fertilità migliori da un punto di vista fisico (struttura), microbiologico (aumenta la presenza microbica) e chimico (i batteri in simbiosi con la soia fissano nel terreno l’azoto atmosferico).

La nutrizione azotata (N) rappresenta uno dei processi principali di tutta l’attività metabolica della pianta di soia e normalmente si realizza attraverso due vie:

  1. L’assorbimento di nitrato tramite l’apparato radicale
  2. La fissazione di azoto atmosferico ad opera dei noduli radicali

L’azotofissazione è dovuto a rizobi specifici (Bradyrhizobium japonicum) che penetrano nei peli radicali della soia dando origine a numerosi noduli o tubercoli che sono la sede della fissazione dell’azoto. Per garantire un’ottimale azotofissazione è importante che il terreno abbia una buona struttura, che le condizioni ambientali siano favorevoli allo sviluppo della coltura e che si impieghino ceppi batterici selezionati. L’inoculazione al seme viene eseguita sui semi con consorzi microbici contenenti anche Bradyrhizobium japonicum, con lo scopo di avere un vantaggio iniziale nella formazione dei noduli radicali oltre che migliorare l’emergenza e lo sviluppo delle radici. Moderati apporti di azoto sono da raccomandarsi per stimolare l’accrescimento negli stadi iniziali. Il momento critico per il fabbisogno in azoto si verifica poco prima dell’inizio della fioritura.

Per ottenere produzioni elevate sono necessari anche apporti di fosforo e potassio. Il fosforo favorisce l’incremento della percentuale di proteina e del contenuto di Potassio, mentre il potassio aumenta la quantità di olio. Il fabbisogno in fosforo è relativamente costante durante tutto il ciclo, ma la coltura presenta un picco di assorbimento durante i primi stadi di formazione del seme. Nell’ultima fase della maturazione il fosforo viene traslocato dalle parti vegetative al seme. La pianta di soia assorbe più potassio che fosforo. Il potassio è assorbito durante tutta la stagione di accrescimento e circa la metà del totale si localizza nei semi.

Esempio di piano di concimazione

Hello Nature soybean seed coating

Concia dei semi

Migliora l'emergenza e lo sviluppo delle radici
Hello Nature soybean before sowing

Prima della semina

Migliora la fertilità del suolo (chimica, fisica e biologica)

Oppure

Migliora la fertilità del suolo (chimica, fisica e biologica)
Hello Nature soybean sowing

Semina

Migliora la fertilità del suolo (chimica, fisica e biologica)
Hello Nature soybean leaf development

Sviluppo delle foglie

Riduce lo stress da diserbo
Hello Nature soybean flowering

Fioritura

Migliora la resistenza agli stress abiotici
Hello Nature soybean fruit and seed development

Sviluppo frutti e semi

Migliora la resistenza agli stress abiotici

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Tutti gli agricoltori, convenzionali e biologici, hanno interesse a recuperare il potenziale di rendimento perso a causa degli stress abiotici. È stato dimostrato che in media gli agricoltori possono raccogliere solo il 50% del potenziale di rendimento di una coltura. Il divario di rendimento può essere causato da stress biotici e abiotici con un impatto negativo più forte degli stress abiotici. Gli stress abiotici come temperature estreme, salinità, siccità e stress nutrizionali sono responsabili del 65-75% della riduzione del potenziale di rendimento, mentre lo stress biotico è responsabile solo del 25-35%. TRAINER possiede una forte azione antistress, migliora la resistenza delle piante e assicura un rapido riavvio dello sviluppo vegetativo dopo gli eventi di stress. Grazie alla presenza dei Plant Stimulating Peptides (PSP), TRAINER aumenta l’attività fotosintetica e migliora lo stato nutrizionale, portando a una maggiore produzione. Esistono molti prodotti a base di idrolizzati proteici sul mercato, tuttavia la composizione dei prodotti varia ampiamente. Con TRAINER, la concentrazione di peptidi è la chiave e i peptidi sono altamente disponibili per le piante perché sono in una forma prontamente utilizzabile.
Gli agricoltori hanno anche interesse a recuperare il potenziale di rendimento perso a causa dello stress da diserbo, causato dall'applicazione di erbicidi. Quando una pianta è sottoposta a stress dovuto all'applicazione di erbicidi, i livelli di specie reattive dell'ossigeno (ROS) possono aumentare considerevolmente e causare danni a livello cellulare. Questo danno può variare come intensità anche in base al tipo di erbicida utilizzato e i sintomi possono essere visibili per alcuni giorni o durante l'intero ciclo colturale. Indipendentemente da come si presenta lo stress da diserbo, l’agricoltore deve mitigarlo e riportare le colture in un’ottimale condizione di crescita per realizzare il pieno potenziale di rendimento. Una soluzione altamente efficace è l’applicazione di biostimolanti a base di idrolizzati proteici 100% vegetali che hanno dimostrato di migliorare la resistenza delle piante allo stress da diserbo. Le applicazioni fogliari di TRAINER, contenente Plant stimulating Peptides (PSP), riduce significativamente lo stress indotto dall'uso di erbicidi su soia e aiuta ad ottenere il massimo potenziale di rendimento.

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